E quindi?
Un antico signore della sinistra veronese quando gli si chiede come sta, risponde sornione: “peggiorando”. E così sembrano rispondere i nostri dirigenti politici: tutto scorre verso un gorgo che Cariddi levati.
È universale lo sdegno verso Israele per un genocidio che continua, tutti o quasi sono arrivati a condannare (a parole) Netanyahu, ma nulla è cambiato. Loro occupano e uccidono, i palestinesi soccombono.
E quindi?
Sul clima siamo alla quarta ondata di calore del 2026 e non si può più far finta di non capire. Anche i più negazionisti abbozzano. I Paesi dell’Europa occidentale vanno letteralmente a fuoco. Non si capisce come le cose in futuro possano migliorare.
E quindi?
La Casa Bianca ha ripreso a colpire la propria democrazia, per bocca del suo stesso Presidente. Rubio e Miller parlano degli antifa e della sinistra stessa come movimenti da eradicare. Il nostro Paese, il Paese dalla Costituzione antifascista, partecipa. Ormai tutto ciò che c’è di più assurdo e osceno è normalizzato.
E quindi?
Questi «e quindi?» ne porterebbero con sé degli altri.
Disuguaglianze sempre più devastanti. E quindi?
Speculazione sugli immobili che non rendono accessibili la casa a milioni di persone. E quindi?
Le piattaforme americane controllano consumi, prezzi, accesso alle informazioni. E quindi?
Retribuzioni che arretrano – «peggiorando» – da decenni. E quindi?
L’intelligenza artificiale dilaga senza regole e senza redistribuire la ricchezza che produce, sottratta al lavoro e alla paga umana. E quindi?
Le persone vedono peggiorare i propri livelli di concentrazione e ridursi la soglia di attenzione, con pericolose conseguenze per la stessa democrazia. E quindi?
Vogliono sparare a ogni animale (e anche a qualche umano, per la verità). E quindi?
Non è che le risposte non si conoscano. Interrompere ogni rapporto con Israele, a cominciare dalla fornitura delle armi. Agire con una strategia di allargamento delle rinnovabili nel settore pubblico e privato, sciogliere burocrazie e aumentare la rimunerazione per chi investe nella produzione di energia libera e sovrana (visto che vi piace l’aggettivo), passare alla mobilità elettrica, riformare la rete perché possa affrontare le sfide che ci sono già. Intervenire in campo urbanistico per mitigare gli effetti del calore. Introdurre una tassa sulle grandi ricchezze (sopra i 5 milioni di euro), aumentare la progressività fiscale, rivedere l’imposta di successione. Adottare politiche che riducano gli investimenti speculativi nelle nostre città come già si sta facendo in alcuni paesi europei (che hanno vietato la speculazione immobiliare fine a se stessa), aumentando l’offerta di alloggi popolari a fronte di un patrimonio privato infinito – e spesso sfitto. Scegliere di dotarsi di tecnologie nostre, a livello italiano e europeo, per sottrarci al giogo americano dei pazzi che teorizzano di governarci senza democrazia, negli anni a venire. Intervenire sull’AI facendo pagare le tasse a chi opera – come altre piattaforme – e costituire un fondo alla norvegese dove raccogliere parte di questa ricchezza perché sia condivisa con le democrazie e con la loro possibilità di sopravvivere nella libertà sostanziale. Intervenire per riportare la fruizione degli smartphone a un livello di sostenibilità per i più piccoli e non solo. Opporsi a questa schifezza della caccia, peraltro guidata da chi le armi non le usa ma le produce, e già che ci siamo prendiamo misure serie verso gli allevamenti intensivi.
E c’è l’ultimo «e quindi?». Il paese non cresce. E quindi?
Dove vorrà investire questo paese nei prossimi anni, verso quale modello, con quali obiettivi?
Sappiamo che la destra non risponderà a nulla, essendosi ridotta a una formazione tipo i nichilisti del grande Lebowski, con l’aggiunta di decreti sicurezza, pubblicati a puntate ogni mese, per rendere sempre più insicura la nostra società.
Ci si chiede se gli altri – dire sinistra è esagerare parecchio – faranno in modo di trovare le risposte, di presentarle agli elettori, perché di chi si allea con chi ci interessa il giusto, se poi tutti gli «e quindi?» rimarranno sul tavolo. Come sempre, da un bel po’ di tempo.
Se poi tutto questo rientrasse in un progetto, in una visione, in qual cosa in cui credere e per cui – politicamente – vivere, sarebbe meraviglioso.


quindi
A mio avviso, rispetto al tema delle retribuzioni che arretrano nessuno dice “e quindi?” La maggior parte non dice nulla e solo in pochissimi, quasi tutti a sinistra, ne parlano. Il problema è che lo fanno dicendo cose talmente assurde da non essere prese sul serio da nessuno.